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La cattura del CO2 come game changer: Ottmar Edenhofer invoca un cambio di paradigma nella politica climatica.

La cattura del CO2 come game changer: Ottmar Edenhofer invoca un cambio di paradigma nella politica climatica. Foto: Imago

Clima ed energia

Nessuna transizione senza aria pulita

La politica europea sta «trascurando in modo deplorevole» la cattura del CO2 dall’atmosfera, critica il climatologo ed economista Ottmar Edenhofer.

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Per un gruppo di autorevoli climatologi europei una cosa è certa: senza tecnologie per rimuovere il CO2 dall’atmosfera, l’Unione Europea può dire addio alla sua ambiziosa politica climatica. «Oltre alla necessaria riduzione delle emissioni, per centrare gli obiettivi climatici l’UE deve filtrare più anidride carbonica dall’aria», dice Ottmar Edenhofer.

Lo scienziato tedesco dirige l’European Scientific Advisory Board on Climate Change (ESABCC), un consiglio di esperti fondato nel 2021 per dare consulenza alla cabina di regia dell’UE su come raggiungere gli obiettivi climatici della comunità di Stati. E i traguardi sono ambiziosi: con il Green Deal europeo, l’UE si è impegnata ad abbattere le emissioni di gas serra allo zero netto entro il 2050. Per farlo deve intervenire su due fronti: abbattere drasticamente le emissioni – di recente pari a circa 3,4 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente l’anno – e rimuovere su vasta scala il CO2 dall’aria. È ovvio che ridurre le emissioni inquinanti non è semplice, né nell’industria pesante né nell’aviazione e nel trasporto marittimo.

Nel febbraio di quest’anno, il comitato di esperti ha pubblicato alcune proposte su come l’UE potrebbe creare incentivi per diverse tecnologie di cattura del CO2. Per Edenhofer rafforzerebbero la posizione dell’UE nella corsa globale alla leadership di mercato nelle tecnologie green e servirebbero da volano all’innovazione. Oltre a essere attivo in comitati di consulenza scientifica, Edenhofer è anche direttore e capo economista del Potsdam Centre for Climate Impact Research e professore al politecnico di Berlino (TU). In occasione di un intervento di qualche settimana fa all’università di Lucerna, l’esperto ha dichiarato che il discorso sulla politica climatica si è finora focalizzato soprattutto sulla riduzione delle emissioni. Anche i necessari adeguamenti agli effetti inevitabili dell’innalzamento delle temperature, come le sempre più frequenti ondate di calore, dovrebbero però rientrare nel dibattito. Ma «il terzo pilastro della politica climatica che a mio avviso viene trascurato in modo deplorevole è la cattura del CO2 dall’atmosfera», spiega Edenhofer.

Piegare la curva delle temperature

Sono diverse le ragioni per le quali i ricercatori incalzano con sempre più veemenza i politici europei ad affrontare il problema. Il raggiungimento dello zero netto entro il 2050 non può più essere ritenuto uno scenario realistico per il mondo, ha detto Edenhofer a Lucerna. Tutto fa pensare che l’obiettivo climatico di rallentare il riscaldamento globale a 1,5 °C rispetto all’epoca preindustriale sancito dall’Accordo di Parigi resterà un miraggio. I ricercatori avvertono da anni che il suo mancato raggiungimento esporrebbe molti ecosistemi e forme di vita a rischi enormi. Con un po’ di fortuna, «possiamo piegare verso il basso la curva delle temperature», prosegue Edenhofer. Di fatto questo significa continuare a ridurre l’innalzamento della temperatura anche a posteriori, ipotesi che allungherebbe i tempi fino alla fine del secolo e ritenuta possibile solo rimuovendo dall’atmosfera più anidride carbonica di quella che fabbriche, auto o navi ancora emettono. Per i climatologi una cosa è certa: «Senza quest’opzione, la politica climatica fallirà».

La posta in gioco per l’Europa è alta. Per troppo tempo la politica ha fatto affidamento sulla capacità di foreste e terreni di assorbire enormi quantità di carbonio. Stando alle nuove leggi sul clima, alberi e terreni dell’Europa dovranno stoccare ancora più carbonio. Eppure, i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) rivelano che da anni le foreste assorbono meno carbonio. Una delle ragioni è che i boschi invecchiano e il numero di alberi abbattuti cresce.

Pressurizzato nella roccia profonda

L’altro problema è che i metodi tecnici per filtrare e stoccare il CO2 dall’aria procedono a rilento. Le tecnologie sono onerose, necessitano di tanta energia e comportano ulteriori rischi dettati per esempio dal fatto che alcune di queste richiedono grandi superfici che potrebbero essere destinate all’agricoltura. Rientrano in questo gruppo le cosiddette tecnologie DACCS che filtrano e stoccano il carbonio direttamente dall’aria. Il processo prevede che l’anidride carbonica «catturata» dall’ambiente venga dapprima liquefatta e poi pressurizzata in strati profondi di roccia – pratica che potrebbe incontrare la resistenza dell’opinione pubblica e delle organizzazioni ambientaliste.

Un altro metodo si basa sull’uso di impianti a bioenergia che catturano e stoccano subito il CO2 rilasciato dalla combustione del materiale vegetale. L’apporto di queste tecnologie resta tuttavia ancora molto esiguo. Nessuna di esse è oggi in grado di rimuovere l’enorme quantità di CO2 che sarebbe necessaria per affrontare, anche solo in minima parte, la crisi climatica. A questo si aggiunge l’incognita di quanto a lungo le diverse tecnologie siano in grado di stoccare CO2. Tra tante incertezze, per Edenhofer una cosa è chiara: «In gioco c’è un ampio portafoglio di opzioni la cui distribuzione risulta anche molto eterogenea a livello regionale». L’Europa deve iniziare a investire seriamente in queste tecnologie. «Il punto è solo chiarire a chi toccherà finanziarle».

Questo articolo copre i seguenti SDG

Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) sono 17 obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile concordati dagli Stati membri dell'ONU nell'Agenda 2030 e riguardano temi quali la riduzione della povertà, la sicurezza alimentare, la salute, l'istruzione, l'uguaglianza di genere, l'acqua pulita, l'energia rinnovabile, la crescita economica sostenibile, le infrastrutture, la protezione del clima e la tutela degli oceani e della biodiversità.

7 - Energia pulita e accessibile
9 - Imprese, innovazione e infrastrutture
13 - Lotta contro il cambiamento climatico
15 - Vita sulla Terra

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