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Uno dei nuovi impianti sportivi dei Giochi invernali di Milano-Cortina: la Milano Santagiulia Ice Hockey Arena ad Assago, vicino a Milano, durante la fase di costruzione nel 2025.
Uno dei nuovi impianti sportivi dei Giochi invernali di Milano-Cortina: la Milano Santagiulia Ice Hockey Arena ad Assago, vicino a Milano, durante la fase di costruzione nel 2025.

Uno dei nuovi siti di gara dei Giochi invernali di Milano-Cortina: la Milano Santagiulia Ice Hockey Arena ad Assago, vicino a Milano, durante la fase di costruzione nel 2025. Immagine: Keystone

Clima ed energia

Olimpiadi e crisi climatica: quanto sono davvero sostenibili i Giochi invernali Milano-Cortina 2026?

Gli organizzatori dei Giochi invernali vogliono stabilire nuovi standard di sostenibilità per i grandi eventi olimpici. Ma le sfide sono enormi. La questione fondamentale è infatti se un megaevento di questo tipo sia ancora opportuno in un'epoca caratterizzata dal cambiamento climatico.

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Olimpiadi e crisi climatica: quanto sono davvero sostenibili i Giochi invernali Milano-Cortina 2026?

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A pochi giorni dall'inizio dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina, il 6 febbraio, le condizioni della neve nelle Dolomiti sono, per usare un eufemismo, mediocri. A livello locale c'è neve fresca, ma non sarà sufficiente per le discipline sciistiche. Per portare a termine il programma come previsto, gli organizzatori dovranno necessariamente ricorrere alla neve artificiale. Si parla di 2,4 milioni di metri cubi, che dovranno essere prodotti con un enorme dispendio di acqua ed energia. Questo sforzo non sorprende, vista la progressiva crisi climatica. Secondo un'analisi dell'organizzazione Climate Central, le temperature nella sede secondaria di Cortina d'Ampezzo sono aumentate di 3,6 gradi Celsius nel mese di febbraio dal 1956, quando la località sciistica ha ospitato per la prima volta le competizioni olimpiche. Secondo i dati, si registrano inoltre 41 giorni di gelo in meno all'anno.

Meno neve, aumento del riscaldamento: proprio questo tema ricorrente delle Olimpiadi solleva la questione di quanto saranno realmente sostenibili i Giochi nel Nord Italia. La metropoli milanese e la mondana Cortina si sono comunque prefissate di dimostrare al mondo intero che un megaevento di questo tipo può essere organizzato in modo diverso: più piccolo, più rispettoso dell'ambiente, più responsabile. Le Olimpiadi come progetto ecologicamente purificato, per così dire. Gli organizzatori della Fondazione Milano Cortina 2026 parlano con sicurezza addirittura dei «Giochi invernali più sostenibili di tutti i tempi».

Non si può più fare a meno della neve artificiale: il trampolino per il salto con gli sci e l'impianto nordico a Predazzo prima dei Giochi Olimpici Invernali. Immagine: Imago

Hotel al posto del villaggio olimpico La loro versione delle Olimpiadi si differenzia dalle precedenti edizioni e sedi soprattutto per un aspetto: i Giochi di quest'anno sono decentralizzati. Anziché costruire nuovi impianti monumentali, si punta su strutture sportive già esistenti, distribuite nella regione alpina del nord Italia, con gare che si svolgeranno, tra l'altro, a Bormio, Livigno, Anterselva, Predazzo e Verona. Mentre Milano è responsabile delle discipline sul ghiaccio come l'hockey su ghiaccio e il pattinaggio artistico, le regioni montane ospitano principalmente le competizioni di sci alpino e nordico, con una cerimonia di apertura in quattro luoghi contemporaneamente. Tuttavia, tale decentralizzazione comporta notevoli sfide in termini di trasporto e logistica. Inoltre, rende più difficile il raggiungimento dell'obiettivo di riduzione delle emissioni.

Circa il 90% degli impianti di gara per gli oltre 3500 atleti partecipanti provenienti da 93 paesi è già disponibile o, secondo gli organizzatori, sarà costruito solo temporaneamente per i Giochi. Anche per quanto riguarda l'alloggio delle squadre si stanno percorrendo nuove strade. A Milano, sull'area dismessa dell'ex scalo merci «Scalo di Porta Romana», è stato costruito un villaggio olimpico sostenibile per 1700 atleti, finanziato, secondo le informazioni disponibili, da investitori privati. Dopo i Giochi, gli edifici ad alta efficienza energetica saranno trasformati in dormitori per studenti e integrati in un piano di sviluppo urbano globale che ricollegherà il centro di Milano ai quartieri circostanti. In altre sedi, per risparmiare costi e risorse, diversi hotel sono stati riuniti in villaggi olimpici. Una soluzione che garantisce brevi spostamenti: gli atleti saranno vicini ai luoghi delle competizioni. Un altro vantaggio è che il fabbisogno energetico dell'evento, della durata di quasi due settimane, sarà interamente coperto da fonti rinnovabili. Inoltre, per i Giochi saranno riutilizzati numerosi materiali, tra cui diverse migliaia di mobili provenienti da precedenti grandi eventi. Le diverse misure sono sancite in una strategia ufficiale di sostenibilità, impatto e eredità. Questa si basa sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite e affronta cinque temi centrali: clima, economia circolare, diritti umani, inclusione e sviluppo locale. ### Nuova costruzione nella zona protetta

I responsabili olimpici italiani sembrano aver imparato la lezione dai Giochi precedenti. Secondo i rapporti degli esperti, gli ultimi Giochi invernali, disputati a Pechino nel 2022, hanno avuto un impatto ecologico notevole, nonostante tutti gli sforzi per dimostrare la sostenibilità e contrariamente all'affermazione ufficiale di essere rimasti climaticamente neutri (grazie alla compensazione di circa 1,3 milioni di tonnellate di CO2). Le critiche si sono concentrate in particolare sulla distruzione della natura causata dal disboscamento e dall'uso di circa 200 cannoni da neve per preparare le piste nelle montagne cinesi, dove le precipitazioni sono scarse.

Progetto edilizio con riutilizzo controverso: la nuova pista da bob e slittino a Cortina nel gennaio 2025. Immagine: Keystone

Ma anche per i prossimi Giochi in Italia, lo slogan più bello serve a poco se la realtà è ben diversa. Ad esempio, la nuova pista di bob e slittino a Cortina ha suscitato polemiche già prima dell'inizio dei lavori. È stata costruita in una zona naturale sensibile e protetta, è costata centinaia di milioni di euro e solleva una domanda ben nota: cosa ne sarà di essa dopo i Giochi? Le piste di ghiaccio sono considerate costose da mantenere e raramente vengono utilizzate in modo continuativo in tutto il mondo. ### Cinque ore di viaggio fino a Cortina Un altro problema deriva dal concetto di base decentralizzato dei Giochi. La distribuzione geografica su più località ha lo scopo di ridurre il numero di nuove costruzioni, ma allo stesso tempo aumenta notevolmente il traffico. Atleti, funzionari, giornalisti, spettatori: tutti devono viaggiare e in alcuni casi spostarsi da una località all'altra. Il solo viaggio in auto tra Milano e Cortina dura circa cinque ore. I percorsi olimpici attraversano l'Italia settentrionale, addentrandosi nelle strette valli alpine. Anche con le iniziative promozionali per il trasporto ferroviario e pubblico, l'impronta di CO2 dovrebbe essere considerevole.

Ai limiti del fattibile E poi c'è l'elefante nella stanza: gli sport invernali stessi. A causa dell'aumento delle temperature, le piste innevate artificialmente e preparate con grande dispendio di energie sono oggi semplicemente un requisito indispensabile se non si vuole e non si può rinunciare agli sport sciistici e quindi anche alle entrate derivanti dal turismo invernale. I Giochi Olimpici, che devono garantire la presenza di neve, ne sono particolarmente colpiti. Una cosa è chiara: sono sostenibili solo in termini comparativi, non in termini assoluti. I Giochi di Milano-Cortina dimostrano che le Olimpiadi non devono necessariamente comportare un'orgia di cemento per gli stadi. Allo stesso tempo, però, mostreranno anche i limiti del fattibile. Un evento sportivo globale con miliardi di telespettatori, milioni di viaggi, infrastrutture gigantesche e un enorme consumo di risorse non può essere organizzato in modo ecologico, tanto meno a impatto zero, nonostante tutta la buona volontà, ma al massimo in modo meno dannoso rispetto ad altri. Se ciò sia sufficiente per giustificare i Giochi invernali in tempi di cambiamento climatico non sarà deciso nelle settimane delle competizioni, ma solo dopo, quando la fiamma olimpica si sarà spenta da tempo e rimarranno solo le tracce.

Questo articolo copre i seguenti SDG

Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) sono 17 obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile concordati dagli Stati membri dell'ONU nell'Agenda 2030 e riguardano temi quali la riduzione della povertà, la sicurezza alimentare, la salute, l'istruzione, l'uguaglianza di genere, l'acqua pulita, l'energia rinnovabile, la crescita economica sostenibile, le infrastrutture, la protezione del clima e la tutela degli oceani e della biodiversità.

11 - Città e comunità sostenibili
12 - Consumo e produzione responsabili
13 - Lotta contro il cambiamento climatico

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